domenica 30 ottobre 2011

Venerdì 4 Novembre, ore 21.00 "TOMBOY"



Tomboy



di Celine Sciamma






Laure, dieci anni, insieme ai genitori e alla sorella Jeanne si trasferisce durante le vacanze estive. La mamma è incinta del terzo figlio e il padre è impegnato al lavoro. La bambina approfitta della distrazione degli adulti per prendere una decisione: nel nuovo ambiente si farà credere un maschio. E' come Michael che farà le prime amicizie e, in particolare, attirerà l'attenzione di Lisa che finirà con l'innamorarsi del nuovo arrivato con il quale scambierà qualche bacio e momenti mano nella mano. Fino a quando potrà durare questa situazione? Céline Sciamma torna ad affrontare, dopo Water Lilies, le tematiche della scoperta della sessualità spostando però l'attenzione dalla fase adolescenziale a quella preadolescenziale. Trova in Zoé Héran l'interprete adatta per rappresentare, con la giusta dose di innocenza mista a un bisogno di esplorare, il cammino estivo di Laure. Sciamma osserva il microcosmo dei bambini con tenerezza e acume ma senza facili semplificazioni. Maschi e femmine in formazione non sono quegli esseri asessuati che gli adulti vorrebbero che fossero. Natura e società impongono le loro leggi e, in particolare la società, i loro modelli con cui confrontarsi e scontrarsi. Perché spesso sono più legati a stereotipi che a veri bisogni. Così Laure mentre decide di trasgredire facendosi passare per maschio finisce inconsciamente per aderire a quelle che ritiene debbano essere necessariamente le caratteristiche dell'altro sesso. Céline Sciamma, nel descrivere Laure, va oltre quella che avrebbe potuto costituire la gabbia episodica di un racconto di travestimento infantile e lascia lo spettatore con domande più ampie intorno alla definizione della sessualità propria di ogni individuo. In definitiva spetta a noi decidere se quell'estate sarà solo una parentesi nella vita della bambina oppure se ne segnerà il futuro.






L’opera seconda di Celine Sciamma appare quanto e forse ancor più incantata -e incantevole - della prima. La capacità e soprattutto la sensibilità con cui la regista francese affronta l’argomento dell’identità nell’età bambina è di sorprendente leggerezza ed efficacia. La mano della regista, leggera nel trattare il tema, ma incalzante nello sviscerarlo a fondo, unita alla straordinaria bravura delle piccole attrici (in particolare la protagonista Zoè Héran e la sua sorella filmica Malonn Lévana) fanno di questo film un gioiello di autenticità. Poetico e solare come un Piccolo principe - al femminile - dell’era moderna.


il film sarà presentato in lingua originale con i sottotitoli in italiano

0 commenti:

Posta un commento