domenica 12 giugno 2011

Venerdì 17 Giugno, ore 21.00 "Cover Boy" di Carmine Amoroso



Due mondi a confronto attraverso la storia di due precari, dimostrazione in Italia si può ancora fare cinema indipendente di buon livello




Ioan e Michele sono due giovani amici, uno rumeno e l'altro italiano. I due ragazzi sono i rappresentanti di due mondi che casualmente s'incontrano: uno fuggito dal proprio paese alla ricerca di un futuro migliore e l'altro, disoccupato, che vive la crisi del lavoro occidentale. Come sfondo al rapporto fra l'attraente e semplice ragazzo rumeno e il solitario e "precario" ragazzo italiano, un occidente segnato dalla fine delle ideologie e dall'inasprimento delle condizioni di vita.
È un altro film italiano piccolo e povero – regista e attori sconosciuti tranne una – che il Luce distribuì (8 copie) nel marzo 2008 dopo che aveva fatto il giro di 36 festival internazionali, ricevendo 9 premi e una menzione speciale. In anticipo sui tempi girato in digitale HDV e in 5 settimane (con finanziamento 2002 del Ministero dello Spettacolo decurtato del 75% dal governo Berlusconi). Comincia nel 1989 a Bucarest, durante la caduta del regime di Ceausescu, quando il padre del protagonista Ioan è ucciso in presenza del bambino. Quasi 20 anni dopo Ioan arriva a Roma da clandestino, s'arrabatta come può, trova Michele, quarantenne di Lanciano, che gli offre un tetto e gli diventa amico. Sopravvivono con lavoretti labili più che precari e sognano insieme di aprire con i risparmi un ristorante "nel posto più bello del mondo" sul delta del Danubio. Ioan, bel ragazzo, trova una fotografa che lo porta a Milano, introducendolo nel mondo della moda (e nel suo letto). Affezionato al neorealismo e alla sua funzione sociale, l'abruzzese Amoroso – che l'ha scritto con Filippo Ascione – racconta con sincerità, espone con sobrietà, evita la retorica, tiene in equilibrio lo sfondo sociopolitico e il tema della solitudine. È sola anche la Littizzetto che incide col vetriolo un'acida padrona di casa. Il ballerino e coreografo rumeno Gabia ha la faccia giusta e Lionello si è meritato i 5 premi. Fotografia: Paolo Ferrari.

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